Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Poltri Lorenzo : di Giuliano di Lorenzo (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1635-04-07
Contenuto: Girolamo Vasari comunica a [Lorenzo] Poltri di aver ricevuto dalla comunità di Cagli la "scrittura", una copia della quale è stata anche inviata a [Francesco] Fabbri, che dovrà valutare se è opportuno arrivare ad un accordo. Invita quindi il Poltri a comunicare al nunzio [apostolico a Firenze, Giovan Francesco Passionei] che da parte di [Ferdinando II de’ Medici] si cercherà senz’altro di arrivare a una composizione equa della causa. Riferisce che la comunità di Senigallia si è sentita lesa nei suoi diritti riguardo al computo delle persone ["teste"] per il pagamento delle tasse sui raccolti; ha pertanto inviato una lettera di protesta contro il Fabbri, che allega alla presente, e alla quale lo stesso V. ha risposto con fermezza. È infatti d’accordo col vicelegato [Gaspare Mattei] che [le comunità meritano, per la loro condotta, che si proceda contro di loro]. Circa l’"arme" rappresentata sopra la dogana [di Senigallia], il V. farà ampliare la porta e costruire un arco sopra la finestra allo scopo di occupare tutto lo spazio occupato dall’effige, salvo che il Mattei non faccia obiezioni. Ricorda che questa soluzione è dettata dall’esigenza di arrivare a definire la questione in modo da salvaguardare i rispettivi ruoli. Riguardo Elia [da Recanati] il V. propone di assolverlo dal debito a patto che questi paghi subito almeno i 1.000 scudi. Consiglia di incamerare, se possibile, con celerità i denari. Corre infatti voce che l’Inquisizione voglia nuovamente mettere in prigione tutti gli ebrei precedentemente inquisiti, tra cui Elia e suo figlio, così che, se ciò si verificasse, sarebbe difficile ottenere il pagamento. Chiede quindi attraverso il Poltri l’assenso di Ferdinando II de’ Medici a questo compromesso. Il V. afferma di non essere mai riuscito a incarcerare neppure un ebreo tra quelli che sono debitori dello Scrittoio, in quanto gli interessati godono della complicità dei bargelli e non è possibile arrestarli senza passare attraverso più persone. Solo nel caso del Viviani ciò è stato possibile, perché si era ottenuto l’appoggio determinante del vicelegato.
Note: Allegato (di cui non è riportato il testo): lettera di protesta della comunità di Senigallia relativa al pagamento delle tasse sui raccolti.
Segnatura: AV, 16 (50), c. 116rv
Persone/famiglie:
- Elia : da Recanati n. ca. 1561; nome citato
- Fabbri Francesco procuratore ; attivo 1634-1641; nome citato
- Mattei Gaspare cardinale ; vicelegato di Urbino ; attivo 1630-1650; nome citato
- Medici de' Ferdinando granduca di Toscana ; 2. ; 1610-1670; nome citato
- Passionei Giovan Francesco vescovo ; 1591-1657; nome citato
- Viviani Giovanni Maria ex tesoriere ; attivo 1605-m. 1638; nome citato
