Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Del Sera Cosimo : di Neri (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1635-05-05
Contenuto: Girolamo Vasari fa presente a Cosimo del Sera che sono state messe in credito a [Giovanni Maria] Viviani solo le somme in denaro per le quali [Lorenzo] Docci ha fornito le certificazioni che si trattava di rimesse effettuate sicuramente dallo stesso Viviani [cfr. 16, cc. 123r-124r]. Dichiara inoltre di non sapere se sia stato stipulato un accordo sul debito del Viviani, non avendo notizie né dallo stesso del Sera né da altri. Riferisce che ha incontrato uno dei figli del Viviani verso cui non si è mostrato molto disponibile. Costui ha fatto intervenire il vicelegato [Gaspare Mattei], al quale, tuttavia, il V ha dichiarato che, finché non sia stato raggiunto un accordo a Firenze, non desidera affrontare l’argomento: ritiene infatti di aver a che fare con persone "che non intendeno, o non voglino intendere se non quello che credono che faccia a lor pro". Avvisa di non sapere se il canonico [Pier Antonio Viviani] sia ritornato da Firenze e di non avere avuto nemmeno lettere dall’auditore [Ludovico] Ricciardi. Ricorda inoltre la difficoltà di approntare uno spoglio dei debitori, giacché tutti gli interessati avanzano le più svariate pretese, oppure dichiarano di essere in possesso di ricevute dei depositari o camerlenghi, quando non fanno ricorso al vicelegato. Per tale motivo non sa se riuscirà mai a riscuotere tutte le voci segnate sullo spoglio. Informa sulla siccità delle campagne, scrivendo che il grano "è ritoccato circa a un ottavo" [il prezzo è leggermente salito] e che "i preti" [le autorità ecclesiastiche], sono particolarmente restii a concedere le licenze di esportazione dei grani. La raccolta passata ammonta a circa 1.246 rubbi. Non devono essere rimasti molti grani vecchi, in quanto è riuscito a venderne buona parte al minuto, anche ai contadini e ai manovali. Si tratta di grani che non è stato possibile portare l’anno precedente a Senigallia per venderli, a causa della lontananza, e che non è riuscito a esitare neppure tramite operazioni di baratto. Continua tuttavia a far pervenire a Senigallia il grano dell’ultima raccolta affinché sia immediatamente diponibile ad ogni occasione di vendita. Non ha avuto risposta dal vescovo [Ottaviano] Corsini in merito alla questione del grano venduto da [Florio Facciani], fattore di Poggio de’ Berni.
Segnatura: AV, 16 (50), c. 126rv
Persone/famiglie:
- Corsini Ottaviano arcivescovo ; presidente della Romagna ; 1588-1641; nome citato
- Docci Lorenzo : di Alfonso ex soprintendente del Dipartimento di Urbino ; 1576-1660; nome citato
- Facciani Florio fattore ; sec. 17.; nome citato
- Mattei Gaspare cardinale ; vicelegato di Urbino ; attivo 1630-1650; nome citato
- Ricciardi Ludovico : di Giovan Battista auditore ; 1566-1637; nome citato
- Viviani Giovanni Maria ex tesoriere ; attivo 1605-m. 1638; nome citato
- Viviani Pier Antonio canonico ; sec. 17.; nome citato
