Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Poltri Lorenzo : di Giuliano di Lorenzo (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1636-09-27
Contenuto: Girolamo Vasari risponde in merito a quanto il prete "di Monsignor Nunzio", [Giovan Francesco Passionei], corrispondente di Orinzio Calcagni, ha comunicato a [Lorenzo] Poltri. Costui afferma che la pratica del Calcagni è stata sospesa a causa dell’imbroglio imbastito da Baccio Rampini, per il fatto che lo stesso Calcagni non gli ha voluto dare le 400 piastre destinate al Poltri. Non ha dubbi che il Calcagni, quando ha saputo che non gli sarebbe stata concessa la composizione, abbia cominciato a sparlare senza preoccuparsi di compromettere la reputazione di un galantuomo. Il V. non perde l’occasione di ribadire la pessima opinione che nutre nei confronti della popolazione locale e, in particolare, per quella di Senigallia. Non molto tempo prima, circolavano malignità sullo stesso V., che giura di non aver mai ricevuto donativi da coloro che hanno interessi con lo Scrittoio, se non un "oriolo" da parte di [Ascanio] Soprani, che ha poi inviato al Poltri. Continua a criticare i comportamenti della gente del luogo la quale, anche quando ha ricevuto una concessione da parte di [Ferdinando II de’ Medici], vorrebbe che i "ministri" vi aggiungessero del proprio. Il V. dichiara di aver accettato solo qualche "galantaria mangiativa", ma sarebbe pronto a detrarre dalla sua retribuzione 25 scudi all’anno, perché se gli "è dato un mezzo" desidera "rendere quatro interi". Infine invita il Poltri a non dare alcun peso alle chiacchiere e gli fa presente che aspetterà il ritorno del vicelegato per definire la questione con il Calcagni.
Note: Nel testo: "Fiorenza".
Segnatura: AV, 17 (51), cc. 164d-165s
Persone/famiglie:
Enti:
