Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Poltri Lorenzo : di Giuliano di Lorenzo (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1636-10-18
Contenuto: Girolamo Vasari ritiene che [Lorenzo] Poltri abbia già appreso della cattura, avvenuta martedì mattina, di Orinzio Calcagni. Infatti la sera stessa gli aveva già inviato una lettera, per la via di Bologna, che il governatore delle armi [Silvestro Baldeschi], essendogli stata consegnata in ritardo, ha fatto viaggiare fuori della "bolzetta". Al Calcagni sono stati sequestrati tutti i suoi documenti, presi in custodia dal podestà di Senigallia, e inventariati tutti i suoi beni mobili e immobili. Inoltre si sta cercando di confiscare tutto il danaro e le mercanzie in mano a terzi. Ha poi chiesto a [Francesco] Fabbri, che era a Mercatello, di recarsi subito a Senigallia per prestare ogni aiuto necessario a Baccio [Rampini], affinché tutto proceda con ordine secondo giustizia. Da quando al Calcagni era stata concessa la riduzione del debito a particolari condizioni [cfr. 17, c. 167d], sono passati più di due mesi; aveva provveduto ad avvisarlo delle disposizioni contenute nel relativo rescritto [granducale], in modo che potesse favorire le dovute garanzie per il pagamento. Una copia dello stesso rescritto venne data al notaio incaricato di redigere il contratto, di cui il Calcagni ha potuto leggere una bozza. Può anche darsi che in questa circostanza quest’ultimo sia entrato in possesso di una copia del rescritto, per cui il V. non può più conformarsi alle disposizioni del Poltri di non portarne a conoscenza lo stesso Calcagni. Il V. aveva ricevuto l’ordine di sospendere la stipula del contratto, ma non l’istanza di carcerazione del Calcagni, operazione che gli è riuscita molto bene nonostante che questi sospettasse qualcosa. Anche se nella Legazione è previsto un lungo iter per le esecuzioni, il V. ha il massimo interesse a definire la questione. L’Inquisitore di Ancona, che aveva concesso al Calcagni la patente del Sant’Uffizio, si adopererà per farlo uscire dal carcere; pertanto gli ha scritto invitandolo a ponderare bene la situazione prima di prendere una decisione in merito. Anche i Frati Zoccolanti del convento di S. Maria delle Grazie di Senigallia cercheranno di farlo scarcerare, come loro Sindaco, in virtù del disposto di una bolla pontificia e hanno inviato il loro frate guardiano dal V. per riferirgli tale intenzione. Ha notizia che il giorno successivo alla carcerazione del Calcagni, questi, a Fano, ha perso una barca con un carico di 150 rubbi di grano, condotta da un prestanome; sembra tuttavia che lo stesso abbia molti altri affari in corso. Per esempio, Simone Rocca, ebreo di Senigallia, ha concluso un contratto con la comunità di Pesaro per una fornitura di 1.000 rubbi di grano e si dice che il Calcagni ne abbia preso parte. Il V. aveva tentato di sequestrare la quota del Calcagni, ma ha saputo che questi aveva ricevuto 3.000 scudi in contanti anticipatamente. Il carico andato a male pare fosse un acconto di tale fornitura.
Segnatura: AV, 17 (51), cc. 169d- 170d
Persone/famiglie:
Enti:
