Gerarchia:
Da: Pietro Aretino (Mantova)
A: Gualtieri Bacci (Arezzo)
Tipologia: lettera
Data: 1523-03-01
Contenuto: L'Aretino invia al Bacci il resoconto del suo soggiorno a Mantova da cui ricaverà "grande utile et honore". Il "Signor Marchese" [Federico II Gonzaga] non mangia e non dorme per passare con lui il suo tempo; ha scritto al "Cardinale" [Ercole Gonzaga] in sua raccomandazione e gli ha offerto una rendita di trecento scudi per restare presso la sua corte. Gli ha concesso le sue stanze che furono occupate da "Francesco Maria [della Rovere] duca d'Urbino" quando fu "cacciato di Stato [Ducato di Urbino]". Ha fatto copiare tutti i versi scritti dall'A. per i "gentilhomini" di corte durante la sua permanenza; lo ha riempito di doni già a Bologna e a Pisa [...] così che l'A. è giunto a Mantova "da Principe". Per Pasqua accompagnerà [Federico II Gonzaga] a Loreto ed incontrerà il "duca di Ferrara [Alfonso I d'Este] et quel d'Urbino [Francesco Maria della Rovere]" che desiderano conoscerlo. Predica sempre gli "honori" del cardinale de' Medici [Giulio, futuro papa Clemente VII]. Invia saluti a: "messer Scipione" suo cognato, "Francesco [Bacci?]", "mona Chessa", "Iiuliano Bacci", il "Pollastra [Giovanni Pollio Lappoli, detto il]", lo "zio messer Fabiano del Boncio [Fabiano Bonci]", "messer Andrea", "Francesco di Marcello", il "Rossino", il "Guaspero"[Gaspare Spadari?], "Pier Vespucci", "Paganello" [Luca Paganelli?] e tutta Arezzo. Chiede di mostrare il suo sonetto al "Pollastrino" [Giovanni Pollio Lappoli detto il Pollastra]. La lettera termina col sonetto. Inc.: "Quando vide a Lucrezia il coltel forte".
Note: firma autografa.
mm. 302x205; sigillo asportato a c. 112v; entrambe le carte non sono rilegate; lacerazioni lungo le piegature delle carte con perdita di parte del testo; macchie di umidità; tracce di muffe.
La lettera, non rilegata alla filza, è stata aggiunta posteriormente all'inventario DEL VITA dove non è segnalata.
Opere menzionate:
- Aretino, Pietro, "Quando vide a Lucrezia il coltel forte", sonetto, opera non identificata.
mm. 302x205; sigillo asportato a c. 112v; entrambe le carte non sono rilegate; lacerazioni lungo le piegature delle carte con perdita di parte del testo; macchie di umidità; tracce di muffe.
La lettera, non rilegata alla filza, è stata aggiunta posteriormente all'inventario DEL VITA dove non è segnalata.
Opere menzionate:
- Aretino, Pietro, "Quando vide a Lucrezia il coltel forte", sonetto, opera non identificata.
Segnatura: AV, 9 (43), cc. 111r-112v
