Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Poltri Lorenzo : di Giuliano di Lorenzo (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1636-12-27
Contenuto: Girolamo Vasari comunica a [Lorenzo] Poltri di avere appreso che, mentre aspettava che fosse emanato l’ordine di trasferimento di Orinzio Calcagni, gli amici di questi riferivano falsamente al cardinale [Antonio] Barberini che fosse pendente il giudizio e che quindi il debito del Calcagni non fosse ancora liquido. Il V., in un colloquio col vicelegato [Girolamo Grimaldi], ha poi intuito quanto già sapeva da altre fonti, vale a dire che allo stesso vicelegato era stato trasmesso da Roma l’ordine di rilasciare al detenuto un salvacondotto affinché potesse esporre le proprie ragioni. Il V. gli ha fatto presente che il debito non solo è liquido, ma anche sottoscritto ed approvato dallo stesso Calcagni nel libro "grosso" dello Scrittoio di [Ferdinando II de’ Medici]. Il vicelegato ha gradito moltissimo l’informazione e il V. gli rilascerà copia autentica delle partite di debito, perché siano trasmesse al cardinale Barberini. Il [Grimaldi], per quanto è lecito, sta dalla parte del granduca, ma il V. teme che si dovrà arrendere alle repliche che giungeranno da Roma sollecitate dai sostenitori del Calcagni, il quale, con i suoi mezzi, ottiene quel che vuole. Era addirittura pervenuta una lettera al bargello di Pesaro in cui si annunciava il trasferimento del Calcagni nelle sue carceri e gli veniva chiesto di concedergli ogni "comodità e larghezza". Il Calcagni, inoltre, ha a sua disposizione una banda di malviventi che usa per i propri obiettivi. Porta ad esempio i rischi corsi da Baccio Rampini, fattore di Senigallia, che voleva acquistare una proprietà alla quale era interessato lo stesso Calcagni. Il capobanda, Giovanni Paolo Angelini, ha avuto la sfacciataggine di raccomandare al vicelegato gli interessi del Calcagni, ma, su richiesta del V., è stato arrestato con l’accusa di avere riscosso il danaro per conto del Calcagni e manipolato le partite nei libri contabili. Il podestà di Senigallia aprirà un’istruttoria per accertare i fatti e, in particolare, il ruolo svolto dall’Angelini nella fuga del Calcagni. Il V., però, teme che quest’ultimo ne otterrà da Roma il rilascio. Se dovesse riuscire nel suo intento, il V. dovrebbe stare molto in guardia. Fare il "ministro" del granduca all’interno del "suo Stato" non è come farlo al di fuori. Continuerà a svolgere il proprio servizio con la massima fedeltà. Comunica infine che [Francesco] Fabbri gli scrive da Senigallia che si sta attivando come meglio può e che provvederà a inviare a Firenze le dovute informazioni.
Segnatura: AV, 17 (51), c. 191sd
Persone/famiglie:
- Angelini Giovanni Paolo sec. 17.; nome citato
- Barberini Antonio cardinale ; 1607-1671; nome citato
- Calcagni Orinzio m. 1636; nome citato
- Fabbri Francesco procuratore ; attivo 1634-1641; nome citato
- Grimaldi Girolamo cardinale ; vicelegato di Urbino ; 1597-1685; nome citato
- Medici de' Ferdinando granduca di Toscana ; 2. ; 1610-1670; nome citato
- Rampini Baccio fattore ; sec. 17.; nome citato
