Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Del Sera Cosimo : di Neri (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1638-10-30
Contenuto: Girolamo Vasari informa il depositario [Cosimo del Sera] dell'arrivo a Pesaro degli ebrei [Simone Rocca e Isacco Matrici]; quando sarà tornato anche [Francesco] Fabbri sarà possibile dare risposta alle domande del depositario e di [Lorenzo] Poltri, nonché chiarire meglio le modalità di designazione dei giudici per la causa che verrà discussa proprio a Pesaro. A quel punto si avvertiranno i mallevadori del defunto [Orinzio] Calcagni, perché chi dovrà difenderne la posizione non avanzi contestazioni. D'altra parte ha ricevuto una copia dell'atto relativo alle garanzie che [Pietro] Nori ha fornito a Bagno e farà quanto gli compete, non appena avrà ottenuto anche una ulteriore relazione sulle medesime garanzie. Inoltre sta usando ogni determinazione per sollecitare i debitori al pagamento, attività che il Fabbri riprenderà a curare personalmente, quando sarà rientrato. Le piogge torrenziali dei giorni precedenti non gli hanno consentito di mettersi in viaggio per Gubbio e le altre mete programmate, ed allo stesso modo hanno impedito di muoversi al vicelegato [Girolamo Grimaldi], che tuttavia è finalmente atteso a Pesaro di lì a pochi giorni. La vendita della parte di grano che rischia di marcire è diventata una priorità assoluta e perciò il V. rinnova continuamente le raccomandazioni ai fattori, in particolare a quello di Senigallia [Serafino Belli]. Quest'ultimo ha dichiarato che le vendite ristagnano e, nonostante il V. non se ne fidi del tutto, ha riscontrato effettivamente che non si è avuta nessuna richiesta fino a pochi giorni prima, quando un "mezzo ebreo" ha effettuato un ordine per dei mercanti di Ancona che lo acquisterebbero (per 45 paoli a soma o più) soltanto se munito della licenza per l'esportazione. Il V. si impegnerà a realizzare questa, come tutte le altre possibili compravendite, ed all'uopo ha già richiesto al Poltri di fargli avere la tratta per 600 o 700 some di grano [cfr. 19, c. 49r], così da potersene avvalere durante l'intero anno. D'altronde è del tutto improbabile che la licenza di esportazione non venga concessa poiché condizioni più favorevoli non si sono mai verificate: i prezzi sono bassissimi ed il grano è troppo persino per il fabbisogno di tutto lo Stato ecclesiastico, tanto che se non lo si esporta rimarrà invenduto. Comunque, considerata la lentezza dei tempi burocratici (la decisione di rilasciare il permesso spetta a Roma e deve essere confermata dal vicelegato), il V. prega il del Sera di sollecitarne l'iter; sarebbe utile, considerata la diffusa convinzione che il granduca [Ferdinando II de'Medici] goda, per i propri grani, di una illimitata facoltà di esportazione, che li rende decisamente più competitivi. Il V. non si pronuncia ed attende positive novità.
Segnatura: AV, 19 (53), cc. 49v-50r
Persone/famiglie:
- Belli Serafino fattore ; sec. 17.; nome citato
- Calcagni Orinzio m. 1636; nome citato
- Fabbri Francesco procuratore ; attivo 1634-1641; nome citato
- Grimaldi Girolamo cardinale ; vicelegato di Urbino ; 1597-1685; nome citato
- Matrici Isacco sec. 17.; nome citato
- Medici de' Ferdinando granduca di Toscana ; 2. ; 1610-1670; nome citato
- Nori Pietro sec. 17.; nome citato
- Poltri Lorenzo : di Giuliano di Lorenzo segretario di Stato per il Dipartimento d'Urbino ; 1599-1650; nome citato
- Rocca Simone sec. 17.; nome citato
