Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Del Sera Cosimo : di Neri (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1639-05-21
Contenuto: Girolamo Vasari scrive in risposta alla missiva di Cosimo del Sera del 14 maggio 1639. Ha girato a [Francesco] Fabbri, che si trova a Gubbio, la lettera del del Sera a conferma di tutte le sue disposizioni, compresa la necessità di confrontarsi con [Ludovico] Sinibaldi per la vendita dei beni dei Billi ed eventualmente anche per altre questioni. Per parte propria scrive con regolarità all'ambasciatore a Modena [Ugo Rinaldi], perché curi la causa per il recupero del credito con Lazzaro Levi e solleciti l'operato di [Pietro Lorenzo] Barozzi. Inoltre invierà a Modena [Mario] Viviani, a spese di Leone da Recanati, quando questi avrà riscattato la garanzia per Lazzaro Levi, in oro e argento, che il cassiere [Guglielmo Gugliemi] ha in deposito. Tale garanzia ha un valore così alto che da Firenze è stato ordinato di sospenderne la vendita per tutto il successivo mese di giugno. Quanto alla questione dei danni provocati dai cervi, nessuno più ne parla e rimane solo la speranza che venga organizzata una ricognizione delle zone interessate per capire chi effettivamente abbia subito dei danni. Comunque anche quest'ultima faccenda, aperta dai tempi del duca [Francesco Maria II della Rovere], dovrà essere risolta, insieme al problema del suo lascito alla famiglia, circa il quale a Gubbio dovrebbe essere ormai stata letta la sentenza che stabilirà se vi fossero compresi i parenti della duchessa [Livia della Rovere]. Si tratta di una questione piuttosto combattuta, perché ognuno pretenderà più del dovuto, e sarebbe meglio se si potesse evitare che il granduca si esponga nell'imporre pubblicamente una soluzione, perché nessuno ne resterebbe soddisfatto. Per gli sviluppi della causa contro [Simone Rocca] e [Isacco Matrici] il V. ha avuto necessità di esibire le deleghe, di mano del depositario e del provveditore dell'Abbondanza [Esaù Martellini], per l'acquisto delle 1.500 some di grano da destinarsi alla Terra del Sole [cfr. 19, cc. 9v-10r, 97r, 106rv]. Come d'abitudine, aveva già fatto rilegare gli originali delle due lettere assieme a tutti quelli del medesimo anno, perciò al podestà [Giovanni Francesco Andreoli] ed in Cancelleria ne ha mostrate solo le parti strettamente legate all'acquisto del grano, evitando nel contempo di dare pubblicità ad altre questioni di natura riservata, trattate nelle stesse missive. La controparte va cercando di dimostrare che il V. sia tenuto a depositare in Cancelleria gli originali e in un primo momento lo stesso podestà pareva concordare con questa linea, tuttavia ha dovuto cedere di fronte alla risolutezza del V. ed accettare una dichiarazione del del Sera e del Martellini che confermasse tutta la vicenda, dal primo ordine di acquisto dell'ottobre 1636, emesso per gli Ufficiali dell'abbondanza dal granduca [Ferdinando II de' Medici], all'approvazione del contratto con Francesco Mastai, rogato dal notaio Domenico Arsilli il 13 novembre dello stesso anno. Una volta depositata questa dichiarazione il V. non avrà più nulla di cui dovere rispondere e i due ebrei dovranno rifarsi sullo Scrittoio, che trattiene il denaro spettante a Orinzio Calcagni, risultando costui debitore di una somma molto superiore. La vendita del grano lentamente procede, ma non a Senigallia; prima di recarsi a Firenze il V. richiederà ad ogni fattore un resoconto delle giacenze. Entro la prossima settimana si concluderà la vendita del grano agli affittuari [dei mulini] di Pesaro, secondo i prezzi del luogo durante l'anno; una parte per 2,6,8 lire a staio e l'altra per 2,3,4 lire secondo il valore attuale: è stato necessario accettare questi prezzi pur di vendere. Il grano di Senigallia poteva valere 40 paoli a soma, ma i potenziali compratori pretendevano il mantenimento della licenza di esportazione anche passato giugno, ed il V. non ha ritenuto prudente rischiare. Non sono buone le notizie dalle campagne: il grano delle colline è ancora indietro e la paglia prodotta è poca.
Segnatura: AV, 19 (53), cc. 108v-110r
Persone/famiglie:
- Andreoli Giovanni Francesco podestà di Pesaro ; m. 1666; nome citato
- Arsilli Domenico notaio ; attivo1622-1654; nome citato
- Barozzi Pietro Lorenzo procuratore ; attivo 1626-1640; nome citato
- Billi di Gubbio famiglia
- Calcagni Orinzio m. 1636; nome citato
- Della Rovere Francesco Maria duca di Urbino ; 2.; nome citato
- Della Rovere Livia duchessa di Urbino ; 1585-1641; nome citato
- Fabbri Francesco procuratore ; attivo 1634-1641; nome citato
- Guglielmi Guglielmo cassiere ; n. ca. 1591; nome citato
- Leone da Recanati sec. 17.; nome citato
- Levi Lazzaro sec. 17.; nome citato
- Martellini Esaù : di Esaù di Cosimo provveditore degli Ufficiali dell'abbondanza ; 1580-1652; nome citato
- Mastai Francesco 1588-1637; nome citato
- Matrici Isacco sec. 17.; nome citato
- Medici de' Ferdinando granduca di Toscana ; 2. ; 1610-1670; nome citato
- Rinaldi Ugo : di Alessandro ambasciatore fiorentino a Modena ; 1593-1641; nome citato
- Rocca Simone sec. 17.; nome citato
- Sinibaldi Ludovico avvocato ; 1581-1641; nome citato
- Viviani Mario : di Giovan Maria attivo 1634; nome citato
