Gerarchia:
Titolo attribuito: Descrizione del soggetto iconografico del quadro "Caccia d'Amore" destinato a Francesco de' Medici
Contenuto: Descrizione del soggetto iconografico "per un quadretto" [destinato a Francesco de' Medici] relativo alla caccia d'Amore: vi si dovrebbe raffigurare in un prato una cerbiatta con volto di donna che fugge, circondata da alcune figure allegoriche che cercano di difenderla, tra cui la Pudicizia e la Sobrietà, accompagnate dal liocorno ed il leone. A inseguire la cerbiatta sono alcuni cacciatori, rappresentanti altre figure allegoriche, accompagnate da animali simbolici: il Desiderio con il leopardo, il Piacere con la lonza, la Bellezza raffigurata da Narciso, Bacco con le tigri, l'Ozio con le linci, l'Avarizia con i lupi, l'Inganno con la iena, la volpe le faine e i gatti, l'Ostinazione con il rinnoceronte, la Servitù con la chimera. Nel cielo compare un angelo che tiene un cartiglio con un motto, mentre assistono alla caccia, da un lato, Pallade e Vesta e, dall'altro, Venere e Amore. Segue la proposta per un motto da inserire nello "scudo del quadrino" [altro dipinto per Francesco de' Medici] con il suggerimento di tre possibilità, ricavate da tre versi di Ennio, scrittore latino in contatto con la famiglia degli Scipioni: il primo riferito dall'autore a Romolo: "Qualem te patriae custodem" [Ennio, "Annalium fragmenta", I, 3, 119]; il secondo, riguardante Scipione [l'Africano] difensore di Roma, con la sostituzione del nome di questa città con quello di Firenze: "Desine Flora tuos hostes" [Cicerone, "De finibus bonorum et malorum", II, 32, 106]; il terzo riportato dalla tragedia "Achilles": "Serva cives defende hostes" [Ennio, "Tragoediarum fragmenta", 8 J.].
Note: mm. 288x208; bianche le cc. 34v, 35r, 36r. Le cc. 34 e 36 erano in origine unite a formare un bifolio.
A c. 36v compare l'annotazione di mano di Giorgio Vasari relativa alla prima invenzione contenuta a c. 33rv: "Inventione della caccia d'Amore per lo illustrisssimo principe nostro [Francesco de' Medici]"; a c. 35v vi è l'annotazione del Vasari riguardante la seconda invenzione contenuta a c. 34r: "motto per lo scudo di S[ua] E[ccellenza] I[llustrissima]". Sono state vergate dalla stessa mano identificabile con quella di un copista di Vincenzo Borghini che ha scritto le lettere contenute in 31, cc. 12r-15v e 14, cc. 52rv, 59rv. Il Borghini è identificabile con sicurezza come ideatore di entrambe le invenzioni, in quanto queste sono riportate una dopo l'altra in un manoscritto appartenutogli, conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (ms. II. X. 114, cc. 54r-55r, cc. 55v-57r), accompagnate rispettivamente dai titoli: "Pensando a un motto per lo scudo del quadrino"; "Per un quadretto". I motti presenti a c. 34r sono da riferirsi in particolare al quadretto del Vasari raffigurante la "Fucina di Vulcano", dipinto per Francesco de' Medici, ora conservato agli Uffizi e il cui soggetto fu sempre fornito dal Borghini (cfr. ms. II. X. 114, c. 50r): uno dei motti doveva essere inserito nello scudo che nel dipinto Vulcano mostra ad Atena, idea poi non realizzata. Il quadretto con la "Caccia d'Amore" eseguito dal Vasari è andato perduto; se ne conosce però il disegno preparatorio conservato al Musée du Louvre di Parigi: cfr. MONBEIG-GOGUEL, p. 175, n. 225. Secondo BERTI, p. 128, nota 50, questo documento costituirebbe la "bella copia" presentata a Francesco de' Medici per l'approvazione delle due invenzioni. A c. 33r, in alto, compare la numerazione a penna: "nr. 15".
Opere letterarie menzionate:
- Ennio, Quinto, "Annalium fragmenta", I, 3, 119;
- Ennio, Quinto, "Tragoediarum fragmenta", 8 J;
Opere artistiche menzionate:
- Vasari, Giorgio, "Caccia d'Amore", opera perduta;
- Vasari, Giorgio, "Caccia d'Amore", disegno, Parigi, Musée du Louvre, Cabinet des Dessins, inv. 2169;
- Vasari, Giorgio, "Fucina di Vulcano", olio su rame, Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890, n. 1558.
A c. 36v compare l'annotazione di mano di Giorgio Vasari relativa alla prima invenzione contenuta a c. 33rv: "Inventione della caccia d'Amore per lo illustrisssimo principe nostro [Francesco de' Medici]"; a c. 35v vi è l'annotazione del Vasari riguardante la seconda invenzione contenuta a c. 34r: "motto per lo scudo di S[ua] E[ccellenza] I[llustrissima]". Sono state vergate dalla stessa mano identificabile con quella di un copista di Vincenzo Borghini che ha scritto le lettere contenute in 31, cc. 12r-15v e 14, cc. 52rv, 59rv. Il Borghini è identificabile con sicurezza come ideatore di entrambe le invenzioni, in quanto queste sono riportate una dopo l'altra in un manoscritto appartenutogli, conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (ms. II. X. 114, cc. 54r-55r, cc. 55v-57r), accompagnate rispettivamente dai titoli: "Pensando a un motto per lo scudo del quadrino"; "Per un quadretto". I motti presenti a c. 34r sono da riferirsi in particolare al quadretto del Vasari raffigurante la "Fucina di Vulcano", dipinto per Francesco de' Medici, ora conservato agli Uffizi e il cui soggetto fu sempre fornito dal Borghini (cfr. ms. II. X. 114, c. 50r): uno dei motti doveva essere inserito nello scudo che nel dipinto Vulcano mostra ad Atena, idea poi non realizzata. Il quadretto con la "Caccia d'Amore" eseguito dal Vasari è andato perduto; se ne conosce però il disegno preparatorio conservato al Musée du Louvre di Parigi: cfr. MONBEIG-GOGUEL, p. 175, n. 225. Secondo BERTI, p. 128, nota 50, questo documento costituirebbe la "bella copia" presentata a Francesco de' Medici per l'approvazione delle due invenzioni. A c. 33r, in alto, compare la numerazione a penna: "nr. 15".
Opere letterarie menzionate:
- Ennio, Quinto, "Annalium fragmenta", I, 3, 119;
- Ennio, Quinto, "Tragoediarum fragmenta", 8 J;
Opere artistiche menzionate:
- Vasari, Giorgio, "Caccia d'Amore", opera perduta;
- Vasari, Giorgio, "Caccia d'Amore", disegno, Parigi, Musée du Louvre, Cabinet des Dessins, inv. 2169;
- Vasari, Giorgio, "Fucina di Vulcano", olio su rame, Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890, n. 1558.
Unità documentarie collegate:
Segnatura: AV, 31 (65), cc. 33r-36v
Persone/famiglie:
- Borghini Vincenzo 1515-1580; nome citato
- Ennio Quinto 239-160 a.C.; nome citato
- Medici de' Cosimo granduca di Toscana ; 1. ; 1519-1574; nome citato
- Medici de' Francesco granduca di Toscana ; 1. ; 1541-1587; nome citato
- Romolo fondatore di Roma; nome citato
- Scipione Publio Cornelio detto l'Africano ; 235-183 a.C.; nome citato
- Vasari Giorgio 1511-1574; nome citato
Bibliografia:
- Inventario e regesto dei manoscritti dell'archivio vasariano, Del Vita, Alessandro, Roma: R. Istituto d'archeologia e storia dell'arte, 1938, 209 p. ; 26 cm.
- Vasari, Giorgio, Lo zibaldone di Giorgio Vasari, Del Vita, Alessandro, Roma: R. Istituto d'archeologia e storia dell'arte, 1938, 358 p. ; 25 cm.
- Kliemann, Julian, Zeichnungsfragmente aus der Werkstatt Vasaris und ein unberkanntes Programm Vincenzio Borghinis fur das Casino Mediceo in Florenz, «Jahrbuch der Berliner Museen», XX, 1978, pp. 157-208.
- Giorgio Vasari : principi, letterati e artisti nelle carte di Giorgio Vasari: Casa Vasari; pittura vasariana dal 1532 al 1554: sottochiesa di S. Francesco : Arezzo, 26 settembre-29 novembre 1981, Firenze: EDAM, 1981, 356 p., [201] p. di tav. : 376 ill. ; 23x20. Catalogo delle mostre. - In testa al frontespizio: Regione Toscana; Comune di Arezzo; Provincia di Arezzo; Soprintendenza ai beni ambientali architettonici artistici e storici di Arezzo
- Berti, Luciano, Il Principe dello studiolo. Francesco I dei Medici e la fine del Rinascimento fiorentino, Pistoia: Maschietto &ditore, 2002, pp. 589, 223 ill. b/n col., 17,5x24,5 cm, (Varianti; 2).
- Monbeig Goguel, Catherine, Vasari et son temps : Maitres toscans nes apres 1500, morts avant 1600, Paris: Editions des Musees nationaux, 1972, 261 p. : ill. ; 28 cm.
