Gerarchia:
Da: Vinta Francesco : di Paolo (Firenze? Volterra?)
A: Vasari Giorgio (s.l.)
Tipologia: lettera
Data: 1565-08-26
Contenuto: Il Vinta invia al Vasari alcuni suggerimenti per la realizzazione della "pittura di Volterra" [la rappresentazione dell'allegoria della città in uno dei riquadri del soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze?]. Consiglia di raffigurare Tirreno, figlio del re di Lidia [Ati], vestito alla greca, e vicino a lui Mercurio, come riferimento alla presenza di miniere nel Volterrano. Secondo Tucidide, infatti, Volterra fu la prima delle dodici città fondate da Tirreno in Toscana; ciascuna di queste città fondò a sua volta una colonia aldilà dell'Appenino, fra cui Adria, da cui prese il nome il mare Adriatico, mentre Tirreno dette il suo nome al mare di fronte alla Toscana. Secondo altri autori antichi, invece, Volterra fu fondata da Tusco, figlio d'Ercole, che dette il suo nome all'intera regione Toscana; nella città, dunque, la porta detta "ad Arco" si sarebbe chiamata in realtà "porta Hercolis" in ricordo dell'eroe greco. Il Vinta considera più autorevole la prima versione, in quanto il nome "Volterra" deriva da "vola Tirreni", che in lingua etrusca significa "rocca di Tirreno". Suggerisce poi di raffigurarvi i ritratti a mezzo busto di alcuni illustri cittadini volterrani, come il poeta latino Persio [di cui è citato nel testo l'inizio della Satira I], o il papa Lino, successore di Pietro, appartenente alla famiglia degli Ercolani. Consiglia infine di indicare il fiume Cecina con l'iscrizione "Vada Volaterrana".
Note: firma autografa, con annotazioni.
mm. 288x206; bianca la c. 145r; sigillo asportato a c. 145v.
Mano di uno scrivano; aggiunta autografa a fine lettera.
A c. 145v compare l'annotazione di mano di Giorgio Vasari: "Sopra Volterra". Questa lettera è messa in relazione dagli studiosi con la realizzazione dell'immagine rappresentante l'Allegoria di Volterra nel soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze. Si noti però che da una lettera del Vasari al duca Cosimo de' Medici, contenuta in 13, cc. 55r-56v, si evince che il 20 gennaio 1565 i pannelli raffiguranti le allegorie dei domini fiorentini erano già stati montati nel soffitto del Salone. Nell'Archivio vasariano si conserva un altro documento riferibile al dipinto con l'Allegoria di Volterra: si tratta di una missiva del vescovo volterrano, Alessandro Strozzi, al Vasari, contenuta in 10, cc. 55r-56v e datata 16 giugno 1565, in cui si dà informazioni sull'esecuzione di un disegno con la prospettiva di Volterra commissionato dal Vasari stesso. Si potrebbe quindi ipotizzare o che il pannello con l'Allegoria di Volterra non fosse stato ancora eseguito all'epoca della lettera del Vasari del gennaio 1565, oppure che la presente missiva e quella contenuta in 10, cc. 55r-56v non si riferiscano in realtà al dipinto suddetto.
Opere menzionate:
- Tucidide, "Storie";
- Persio Flacco, Aulo, "Satire".
Opere artistiche menzionate:
- Vasari, Giorgio e aiuti, "Apoteosi di Cosimo I, allegorie dei quartieri e dei domini fiorentini, storie di Firenze antica, episodi delle guerre di Pisa e di Siena", tavole, Firenze, Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, soffitto.
mm. 288x206; bianca la c. 145r; sigillo asportato a c. 145v.
Mano di uno scrivano; aggiunta autografa a fine lettera.
A c. 145v compare l'annotazione di mano di Giorgio Vasari: "Sopra Volterra". Questa lettera è messa in relazione dagli studiosi con la realizzazione dell'immagine rappresentante l'Allegoria di Volterra nel soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze. Si noti però che da una lettera del Vasari al duca Cosimo de' Medici, contenuta in 13, cc. 55r-56v, si evince che il 20 gennaio 1565 i pannelli raffiguranti le allegorie dei domini fiorentini erano già stati montati nel soffitto del Salone. Nell'Archivio vasariano si conserva un altro documento riferibile al dipinto con l'Allegoria di Volterra: si tratta di una missiva del vescovo volterrano, Alessandro Strozzi, al Vasari, contenuta in 10, cc. 55r-56v e datata 16 giugno 1565, in cui si dà informazioni sull'esecuzione di un disegno con la prospettiva di Volterra commissionato dal Vasari stesso. Si potrebbe quindi ipotizzare o che il pannello con l'Allegoria di Volterra non fosse stato ancora eseguito all'epoca della lettera del Vasari del gennaio 1565, oppure che la presente missiva e quella contenuta in 10, cc. 55r-56v non si riferiscano in realtà al dipinto suddetto.
Opere menzionate:
- Tucidide, "Storie";
- Persio Flacco, Aulo, "Satire".
Opere artistiche menzionate:
- Vasari, Giorgio e aiuti, "Apoteosi di Cosimo I, allegorie dei quartieri e dei domini fiorentini, storie di Firenze antica, episodi delle guerre di Pisa e di Siena", tavole, Firenze, Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, soffitto.
Segnatura: AV, 31 (65), cc. 140rv, 145rv
Persone/famiglie:
Collegamenti:
Bibliografia:
- Frey, Herman Walther - Frey, Karl - Vasari, Giorgio, Der literarische Nachlass Giorgio Vasaris. 2. Band / mit kritischem Apparate versehen von Karl Frey ; hrsg. un zum Ende geführt von Herman-Walther Frey, München: G. Müller, 1930, x, 937 p. ; 25 cm.
- Inventario e regesto dei manoscritti dell'archivio vasariano, Del Vita, Alessandro, Roma: R. Istituto d'archeologia e storia dell'arte, 1938, 209 p. ; 26 cm.
- Vasari, Giorgio, Lo zibaldone di Giorgio Vasari, Del Vita, Alessandro, Roma: R. Istituto d'archeologia e storia dell'arte, 1938, 358 p. ; 25 cm.
