Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Rampini Baccio (Senigallia)
Tipologia: lettera
Data: 1634-04-02
Contenuto: Girolamo Vasari informa Baccio Rampini, [fattore di Senigallia], sulle condizioni di un debito contratto da una certa Venerina, [moglie di Francesco Maria Borsi, gestore di un osteria fuori Senigallia, alla quale vennero concessi vari privilegi ed esenzioni da [Francesco Maria II della Rovere]. Le ha offerto di dilazionare i tempi del pagamento da tre a cinque anni, accettando anche di depennare qualsiasi pretesa sulle masserizie, di cui afferma di non essere debitrice. Ha posto tuttavia come condizione che paghi sollecitamente in contanti e invita il Rampini a mettere tutto all’incanto da una base di scudi 1.000 calando di cinquanta in cinquanta, senza scendere sotto i 700 scudi. Lo invita quindi a vendere i legnami che si trovano nel magazzino del capo bombardiere, e a non accettare grano per saldo di crediti da altri debitori, tra cui vi è [Francesco] Mastai, ricordando il caso simile del fornaio della duchessa [Livia della Rovere]. Gli comunica che gli invierà l’autorizzazione a poter di esigere i crediti, che lui dovrà mostrare al podestà. In ultimo invita il Rampini ad accettare l’offerta del fratello della Venerina di consegnare "il corno" della posta [diritto di tenere la stazione di posta] a chi acquisterà all’incanto l’osteria.
Segnatura: AV, 16 (50), c. 33v
Persone/famiglie:
