Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Niccolini Francesco (Roma)
Tipologia: lettera
Data: 1634-04-03
Contenuto: Girolamo Vasari informa l’ambasciatore [Francesco] Niccolini che l’osteria di proprietà di [Vittoria della Rovere], che si trova fuori Senigallia, godeva al tempo del duca [Francesco Maria II della Rovere] del privilegio esclusivo di ospitare tutti i passeggeri a cavallo e di svolgere le funzioni di stazione di posta. Ricorda che la relativa gestione era stata affidata per un certo tempo a Francesco Maria Borsi e poi alla moglie Venerina, che dopo la morte del duca acquistò dagli ufficiali della Camera [apostolica] anche il "corno della posta" per scudi 150 l’anno di paoli dieci, rifiutandosi però di tener aperta l’osteria. Pretende di ottenere da [Ferdinando II de’ Medici] alcuni defalchi, motivati dal non aver usufruito dei benefici concessi a causa della chiusura dei passi appenninici per la peste. Il V. informa il Niccolini che ha fatto vendere all’incanto l’osteria per 816 scudi e che la donna è rimasta delusa, perché confidava di poter spuntare un prezzo più vantaggioso per assenza di acquirenti. A vendita avvenuta, la donna si rifiuta quindi di cedere il [diritto di tenere la stazione di posta] all’acquirente dell’osteria. Il V. gli chiede pertanto di fare intervenire i Magalotti, [Maestri] generali delle poste, per non subire un simile smacco. In conclusione fa presente che la Venerina è di fatto in debito con Ferdinando II de’ Medici di 3.000 scudi.
Segnatura: AV, 16 (50), c. 34rv
Persone/famiglie:
- Borsi Francesco Maria sec. 17.; nome citato
- Borsi Venerina sec. 17.; nome citato
- Della Rovere Francesco Maria duca di Urbino ; 2.; nome citato
- Della Rovere Vittoria granduchessa di Toscana ; 1622-1694; nome citato
- Magalotti di Firenze famiglia
- Medici de' Ferdinando granduca di Toscana ; 2. ; 1610-1670; nome citato
