Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Niccolini Francesco (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1634-06-11
Contenuto: Girolamo Vasari riferisce a [Francesco] Niccolini la vicenda di Venerina [Borsi: cfr. 16, cc. 33v e 45r-46r] che gestiva la stazione di posta nell’ostello di proprietà di [Vittoria della Rovere] a Senigallia, e delle esenzioni e privilegi da lei goduti. La questione si è composta abbastanza velocemente grazie al vicelegato [Gaspare] Mattei, che ha appoggiato gli interessi della stessa della Rovere. Ha convenuto con il Mattei che chi rilevasse la casa dell’osteria avrebbe avuto anche "il Corno" [il diritto di posta] dalla Camera [apostolica], allo stesso prezzo e con i medesimi patti stabiliti con la Borsi. Di fronte all’opposizione della donna in merito a cedere il diritto sulla stazione di posta qualora non fosse entrata in possesso delle masserizie dell’osteria, il vicelegato si è mostrato decisamente contrario a qualsiasi concessione. Il V. ritiene che cercherà appoggi a Roma e chiede al Niccolini che l’azione da lei eventualmente promossa venga ostacolata. Nella parte finale della lettera il V. informa sulle sue condizioni di salute, dicendo di aver assunto dei medicinali, per recarsi poi alle acque curative di Nocera.
Segnatura: AV, 16 (50), c. 51rv
Persone/famiglie:
