Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Poltri Lorenzo : di Giuliano di Lorenzo (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1635-01-06
Contenuto: Girolamo Vasari è stato informato che [Lorenzo] Poltri si trova a Pisa con [Ferdinando II de’ Medici] e che quindi non ha potuto incontrare gli auditori e rispondere compiutamente alle lettere del V. Ha anche saputo che il depositario [Cosimo del Sera], relativamente al debito del conte [Cesare Fiumi] di Sterpeto, si rimette ai voleri del granduca già resi noti dal Poltri. Chiede che da Firenze si tratti con cortesia e cautela col canonico [Pier Antonio Viviani], figlio del tesoriere [Giovanni Maria] Viviani, specificando che ha già inviato nota del loro patrimonio consistente soltanto in crediti e stabili. Il V. non ha proceduto a pignorare tali beni ed ha dato ordine a [Flavio] Paolozzi che non si tocchino per il momento neppure i contanti depositati su uno dei Monti di Roma, nella speranza di ottenere un accordo. A non procedere al sequestro è stato indotto dal fatto che i terreni al presente sono spogli di tutto e di poco valore e che le proprietà sono interessate da vincoli dotali e da fedecommessi. Invita quindi il Poltri ad assicurare il credito nella sua totalità, dando buone speranze al figlio del Viviani, mentre, da parte sua, si comporterà in base all’andamento della trattativa e, solo nel caso in cui questa si areni, confischerà il patrimonio. Riferisce quindi di aver chiesto al prete che gli aveva offerto dei libri di inviarglieli per poterli esaminare [cfr. 16, c. 95rv]. Il "ricamatore" del letto richiede indietro i disegni e il campione inviato a Firenze perché intende vendere il letto ad un "Principe di Modana che ha preso moglie" [Niccolò Pietro d'Este]. Desidera una risposta sugli oggetti sacri ritrovati nella Guardaroba, di così scarso valore che non meritano di essere spediti in Toscana: al limite si potrà farne regalo, neppure troppo gradito, a qualche luogo pio. I camici e la biancheria in genere sono così rovinati che qualora si lavassero diventerebbero né più né meno che stracci.
Note: Niccolò Pietro d’Este, figlio di Cesare d’Este e di Virginia de’ Medici, aveva sposato il 5 ottobre 1634 Sveva d’Avalos.
Segnatura: AV, 16 (50), cc. 97v-98r
Persone/famiglie:
- Del Sera Cosimo : di Neri depositario generale ; 1579-1655; nome citato
- Este d’ Niccolò Pietro 1601-1642; nome citato
- Fiumi Cesare conte di Sterpeto ; attivo 1608-1642; nome citato
- Medici de' Ferdinando granduca di Toscana ; 2. ; 1610-1670; nome citato
- Paolozzi Flavio avvocato granducale a Roma ; attivo 1600-1640; nome citato
- Viviani Giovanni Maria ex tesoriere ; attivo 1605-m. 1638; nome citato
- Viviani Pier Antonio canonico ; sec. 17.; nome citato
