Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Poltri Lorenzo : di Giuliano di Lorenzo (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1635-02-24
Contenuto: Girolamo Vasari accusa a [Lorenzo] Poltri ricevuta delle sue del 10 e del 17, alle quali risponde che Luigi Maggi di Gubbio ha pagato 500 scudi di quanto ha incassato dalla vendita di un suo possedimento. Il V. da parte sua cercherà di aver anche il resto della somma ricavata dal Maggi, eccetto quella parte di cui erano creditori le stesse persone che ne hanno comprato la proprietà. Aggiunge che verrà incontro alle richieste delle monache di Santa Cristina a Senigallia, in conformità alle disposizioni di [Ferdinando II de’ Medici]. Farà inoltre predisporre gli oggetti e i mobili della sagrestia per inviarli a Firenze. In merito alla vendita dei grani spera che in futuro il prezzo possa salire; per il presente non dispone che di 600 some di grano a Senigallia. Per averne un qualche guadagno bisognerebbe possedere almeno di un quantitivo di 1.000 some, che cerca di procurare facendone incetta nei luoghi vicini attraverso baratti, ovvero prendendo il grano di altri conservato più vicino in cambio del proprio stipato in fattorie più distanti. Il prezzo attuale è basso ma i grani sono conservabili, a differenza di quelli dell’anno passato quando, per evitare che si deteriorassero, ha dovuto venderli a basso costo pur di ottenerne qualcosa. Invita quindi il Poltri a valutare il prezzo che un mercante offrirebbe con il trasporto per mare dal porto di Senigallia, facendosi carico del rischio della spedizione. Il V. ricorda infatti che è opportuno esitare il grano in quelle località, visto che altrove tali spese vengono distribuite diversamente.
Segnatura: AV, 16 (50), cc. 106v-107r
Persone/famiglie:
