Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Del Sera Cosimo : di Neri (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1635-03-17
Contenuto: Girolamo Vasari comunica a Cosimo del Sera che il saldo del debito di [Giovanni Maria] Viviani, rivisto e firmato dallo stesso, ammonta a 50.458 scudi in moneta d’Urbino, di cui sono stati versati circa 4.818 a [Bernardino] Ducci. Alla cifra vanno detratti i denari pagati in base al lascito disposto dal duca [Francesco Maria II della Rovere] a favore della sua famiglia, pari a 12.000 scudi; tale lascito tuttavia non è stato interamente versato, a causa delle pretese mosse dai servitori della duchessa [Livia della Rovere] per averne parte. In definitiva a favore del Viviani andrebbero computati 5.000 scudi, che verranno debitamente registrati come accade per ogni creditore dello Scrittoio. Nel calcolo del debito va aggiunto la differenza della valuta a favore di [Ferdinando II de’ Medici]. All’opposto il Viviani pretende un defalco di 1.500 scudi e che gli vengano abbonati altri 500 scudi per alcune bollette, ritenute non valide perché mancanti di certi requisiti. Nel caso risulti che questi si assuma l'onere di pagare ciò che resta del legato, il V. specifica che i mandati di pagamento verranno emessi a nome sia dello stesso Viviani che di Bernardino Ducci, cosicché i beneficiari dei mandati possano materialmente riscuoterli presso quest'ultimo. Riferisce poi che il garante della gestione del Viviani è un certo Federico Armellini di Urbino, gentiluomo non molto ricco, a sua volta debitore del Viviani per 608 scudi. Fa presente che la difficoltà di accertare con esattezza l’amministrazione del Viviani è dovuta al fatto che questi ha cumulato in sé la carica di maestro dell’entrate, a cui spettava la supervisione degli esattori dello Stato, e quella di tesoriere, uffici del tutto incompatibili tra loro. Agostino Veluti lo ha informato che è stato completato l’inventario dei beni dei Viviani, ma anche che costoro stanno riscuotendo denari, cosa che deve essere assolutamente interdetta. Il V. ne ha parlato col vicelegato [Gaspare Mattei] affinché, qualora sia necessario, li faccia arrestare così come è accaduto per il padre. Il Mattei è apparso tuttavia poco propenso a una simile soluzione. Avvisa inoltre che con [Pier Antonio] Viviani si trova a Firenze un tale Luca Luchini, persona informata di tutti i crediti dei Viviani, il quale può offrire un’esatta valutazione del patrimonio. Il V. accusa anche ricevuta dell'autorizzazione a vendere la casa di [Sant’Angelo in Vado], e apprende con piacere che potrà servirsi della paglia e della legna delle fattorie granducali. Non sono invece arrivate le partite che il del Sera gli ha inviato. Riferisce ancora che il mercato dei grani stagna e che la Camera apostolica ha venduto quelli di sua proprietà a un mercante ebreo a 28 paoli il rubbio, liberi dal pagamento del permesso di esportazione e comprensivi dei costi di trasporto via mare ["spediti alla vela"]. Il V. conclude ribadendo il suo impegno nell’esazione dei debiti, ma dà anche notizia che il bargello "di campagna" è stato ammazzato a colpi di archibugio da un debitore mentre si recava a rendere esecutivi gli ordini dello Scrittoio
Segnatura: AV, 16 (50), cc. 110r-111r
Persone/famiglie:
- Armellini Federico attivo 1626; nome citato
- Della Rovere Francesco Maria duca di Urbino ; 2.; nome citato
- Della Rovere Livia duchessa di Urbino ; 1585-1641; nome citato
- Ducci Bernardino : di Iacopo di Giovan Battista tesoriere granducale ; n. 1576; nome citato
- Luchini Luca sec. 17.; nome citato
- Mattei Gaspare cardinale ; vicelegato di Urbino ; attivo 1630-1650; nome citato
- Medici de' Ferdinando granduca di Toscana ; 2. ; 1610-1670; nome citato
- Veluti Agostino fattore e notaio ; attivo 1622-1645; nome citato
- Viviani Giovanni Maria ex tesoriere ; attivo 1605-m. 1638; nome citato
- Viviani Pier Antonio canonico ; sec. 17.; nome citato
