Gerarchia:
Da: Vasari Girolamo (Pesaro)
A: Del Sera Cosimo : di Neri (Firenze)
Tipologia: lettera
Data: 1635-03-24
Contenuto: Girolamo Vasari informa Cosimo del Sera sul bando fatto pubblicare a Urbino, con cui si vietava ai debitori dei Viviani di pagare alcunché allo stesso [Giovanni Maria], né ai figli. Informa anche che la riscossione fatta dai Viviani ammonta a soli 20 o 25 scudi, riscossi legalmente "per via di giustizia". Ritiene che costoro siano al momento intimoriti, essendo stati chiamati a rispondere dei loro debiti anche dal vicelegato [Gaspare Mattei]. In merito ai pagamenti assolti da [Lorenzo] Docci, che dovrebbero andare in credito al Viviani, il V. potrà attuare i dovuti accertamenti solo dalla viva voce dello stesso; sottolinea che avere a che fare con quest’ultimo è come trattare "con una statua". È riuscito comunque a sapere dai collaboratori del Docci che, quando questi spediva denari a Firenze, specificava sempre a chi dovessero essere accreditati o addebitati, cioè se a se stesso o al Viviani. Non ha potuto appurare con certezza se il Viviani abbia dato garanzie per il suo ufficio, nonostante abbia interpellato in merito il conte Ottavio Mamiani e [Giovan Maria] Cavalca. Ha saputo tuttavia che per quanto riguarda i predecessori del Viviani, veniva registrato se presentavano dei mallevadori, come risulta dai "Libri di Ricordi" conservati nello Scrittoio del duca [Francesco Maria II della Rovere]. Quale esempio riporta una memoria del 25 marzo 1623, firmata da Africano Vannelli, maestro delle entrate, riguardante Francesco Sabatini, predecessore del Viviani nel ruolo di tesoriere generale, in cui si faceva divieto di perseguire lo stesso Sabatini per le garanzie che avrebbe dovuto presentare per la sua amministrazione. Il Vannelli aveva stilato questo ricordo in virtù di una dichiarazione presentata dal vescovo di Pesaro [Malatesta Baglioni], il quale a sua volta ne aveva avuto disposizione dallo stesso duca per "relatione di Francesco Maria Ricchardi". Non si trovano invece garanzie date dal Viviani, succeduto al Sabatini più che per vero desiderio di ricoprire quella carica, peraltro a lui nemmeno confacente, per il forte appoggio datogli dai Mamiani. Chiarito ciò, il V. deve aggiungere che il caso del Viviani non è un "unicum", perché anche altri tesorieri non sembrano aver fornito garanzie per il loro incarico. Il V. chiede di sapere su come a Firenze ci si sia accordati con i Billi in merito al debito derivato [dall’esazione delle entrate dei della Rovere] a Napoli.
Segnatura: AV, 16 (50), c. 112rv
Persone/famiglie:
- Baglioni Malatesta vescovo ; 1581-1648; nome citato
- Billi di Gubbio famiglia
- Cavalca Giovan Maria ex cameriere ducale ; ante 1594-attivo 1636; nome citato
- Della Rovere di Urbino duchi
- Della Rovere Francesco Maria duca di Urbino ; 2.; nome citato
- Docci Lorenzo : di Alfonso ex soprintendente del Dipartimento di Urbino ; 1576-1660; nome citato
- Mamiani della Rovere di Pesaro conti
- Mamiani della Rovere Ottavio conte ; 1594-1642; nome citato
- Mattei Gaspare cardinale ; vicelegato di Urbino ; attivo 1630-1650; nome citato
- Riccardi Francesco Maria sec. 17.; nome citato
- Sabatini Francesco ex tesoriere ; sec. 17.; nome citato
- Vannelli Africano Maestro delle entrate del duca di Urbino; attivo 1619-m. 1636; nome citato
- Viviani Giovanni Maria ex tesoriere ; attivo 1605-m. 1638; nome citato
