
Museo Casa Vasari di Arezzo, Archivio Vasari 8, c.31, Cosimo de’ Medici in Livorno a Giorgio Vasari in Firenze, 1 marzo 1561
Nonostante che Vasari dicesse che le lettere ricevute da Pietro Aretino gli erano care come i zuccherini delle monache a’ frati, nel suo carteggio non c’è traccia delle dieci missive che il “Flagello dei Principi” gli indirizzò dal 1536 al 1550, e che oggi conosciamo solo attraverso l’edizione che l’Aretino stesso curò nelle sue Epistole volgari. Proprio per poterle dare alle stampe, l’Aretino era solito richiedere indietro gli originali delle sue lettere ai loro destinatari: è per questo motivo che di esse si sono perse le tracce. Le due lettere di Pietro Aretino che si presentano in questa sezione della mostra costituiscono pertanto una piccola rarità. Indirizzate al comune amico Gualtieri Bacci, che forse le mostrò a Vasari, furono da quest’ultimo “trattenute” tra le sue carte personali. Esse, pur risalendo a due periodi molto diversi dell’avventurosa vita dell’Aretino, testimoniano dei forti legami che egli costantemente mantenne con la famiglia aretina dei Bacci e con il suo entourage.
Anche Vasari, amico di Gualtieri e teneramente “preso” di Maddalena Bacci, frequentava la famiglia Bacci già prima del suo matrimonio con Niccolosa di Francesco Bacci, avvenuto nel 1550.
